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A Roma altri impianti sequestrati PDF Stampa E-mail

Roma 2009-Roma 2020. Sarà forse una coincidenza, ma i sigilli della magistratura praticamente su tutte le strutture private realizzate per i Mondiali di Nuoto del luglio scorso sono arrivati ieri mattina, «sigillando» anche un confronto appena decollato sulla candidatura di Roma come sede per le Olimpiadi del 2020.

Il sequestro è scattato su undici circoli privati che durante i mondiali di Nuoto hanno fatto da «supporto» agli atleti in termini di allenamento e alloggio. Altri quattro circoli erano stati posti sotto sequestro a maggio, a soli due mesi dall'apertura dei mondiali. In tutto sono oggi 30 gli iscritti sul registro degli indagati, tra i quali il presidente del comitato organizzatore e presidente del Circolo Aniene, Giovanni Malagò.

Una sequenza sfortunata, quella legata alle strutture per i Mondiali di Nuoto, come ha ricordato ieri il sindaco Alemanno: «Abbiamo ereditato una serie di storture nella conduzione amministrativa di questi mondiali di nuoto. Dobbiamo risolvere la situazione in termini positivi perché si tratta di impianti che stanno sul territorio e possono dare servizi ai cittadini. Adesso con la magistratura capiremo esattamente come uscire da questa impasse».

Una impasse creata già nel 2006, quando il Comune di Roma mise a disposizione della Federazione italiana Nuoto, le aree per la realizzazione dei poli natatori: Pietralata, Valco San Paolo, Ostia. Le prime due risultavano occupate da rom, da un fabbricato del Servizio giardini da delocalizzare, dal cinodromo occupato dai centri sociali e altri immobili occupati a vario titolo. L'area di Ostia indicata fu poi cambiata a causa delle «piantine autoctone della duna mediterranea». Ed eravamo solo all'inizio. Quando cioè, si pensava ancora alla Citta dello Sport di Calatrava a Tor Vergata come cuore pulsante dei Mondiali di Nuoto. I tempi stringevano e le opere non partivano.

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Record italiani nei 100 rana e nelle staffette PDF Stampa E-mail

Fabio Scozzoli e le staffette azzurre ci regalano nuovi record, nelle batterie che hanno aperto i Mondiali di nuoto in vasca corta a Dubai.

I tempi registrati sono quelli della staffetta 4x100 sl maschile (3’09”85) e della staffetta 4x200 sl donne (7’49”42). Di Scozzoli, invece, il record della manifestazione nei 100 rana, qualificandosi per la semifinale con il miglior tempo di 57”60.

In finale dei 200 farfalla Alessia Polieri (2’05”69). Eliminato in batteria Filippo Magnini, solo 14° nei 200 sl in 1’44”21.

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Nuovo record italiano per Albena Popova nei 50 rana PDF Stampa E-mail

Albena Popova, nuovo record - Nuoto ItaliaNuovo record italiano per Albena Popova nella sua gara preferita, i 50 metri rana. La campionessa europea in carica, in forza al Centro Nuoto Bastia, ha disputato la distanza lo scorso 8 gennaio al 6° trofeo “Mussi – Femiano – Lombardi ” di Viareggio.

Albena ha migliorato il suo primato nazionale con 36”85, sfiorando di pochissimo il primato europeo. La Popova ha ottenuto il titolo europeo a settembre in Ucraina e si appresta ad affrontare i mondiali di giugno a Riccione in forma decisamente smagliante.

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Scozzoli, argento mondiale e record italiano PDF Stampa E-mail

Fabio Scozzoli, argento mondiale Shanghai 2011Fabio Scozzoli (nella foto) supera se stesso e gli avversari e conquista una superlativa medaglia d'argento ai Mondiali di Nuoto di Shanghai 2011.

Finito in finale con il terzo miglior tempo, riesce a superare il sudafricano Van Der Burgh e il giapponese Kitajima, uno dei favoriti alla vigilia. A vincere la gara, Dale Oen, con 58"71, con meno di un secondo di vantaggio dal 59''42 di Scozzoli, che sigla così un nuovo record italiano. Ma è presto per dormire sugli allori, perché ci sono ancora i 50, dove si è appena conquistato la semifinale.

Anche Federica Pellegrini ha superato le qualificazioni ed è alle semifinali nei 200 sl, con il secondo miglior tempo.

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Proteste a Ostia: le piscine dei Mondiali di Nuoto ancora chiuse al pubblico PDF Stampa E-mail

Doveva, almeno nelle intenzioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno, essere un «regalo agli abitanti di Ostia».  Ma il  grande impianto realizzato al Lungomare Duilio per i mondiali di Nuoto e  inaugurato in extremis per la kermesse, è ancora chiuso al pubblico.

E rischia di rimanerlo a lungo visto che il maxi impianto (due piscine coperte e una olimpica all’aperto, 1.500 posti in tribuna e centinaia di parcheggi, una palestra e diversi spogliatoi, un bar e una mensa, sala tv e zona uffici, una sala conferenze e 80 stanze nella foresteria) è stato trasformato in un centro federale, specializzato per l’allenamento degli atleti.

Con buona pace dei residenti del litorale romano che, da subito, avevano mal digerito la costruzione di un impianto così grande a 200 metri dal mare. Impianto che, per la cronaca, ha ospitato i Mondiali di nuoto pur non avendo ancora ultimato tutti i test di agibilità. Il commissario straordinario Claudio Rinaldi minimizza: «Quello che manca al momento è il collaudo tecnico-amministrativo finale, che verrà fatto alla fine di tutti i lavori, anche di quelli della foresteria. Ci sono invece dei certificati tecnici provvisori. Il che non vuol dire che l’impianto non si possa utilizzare».

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